MONTE DEL FRA'

Le prime testimonianze scritte del lavoro svolto sui vigneti attuali di Monte del Frà risalgono al 1492. I Frati (Frà in lingua veneta) sono quelli dell’Ordine di Santa Maria della Scala di Verona. Un documento conservato in Biblioteca Capitolare registra l’affitto nel 1619 di 25 campi destinati a vigneti e ad alberi da frutto, nonché il canone dovuto per poter lavorare i campi di Sommacampagna dove oggi sorge la cantina principale. Nel 1805 Napoleone Bonaparte decreta la fine dei possedimenti della Chiesa e mette all’asta anche  i beni dell’Ordine scaligero. Ma la Storia sceglie queste colline anche per ridisegnare i confini d’Europa. Dove oggi si trovano  due dei cru più importanti di Monte del Frà – Custoza e Staffalo – nel 1848 e nel 1866 si svolgono alcuni dei più decisivi momenti del Risorgimento, nella prima e terza Guerra d’Indipendenza Italiana. Oggi un monumento-ossario raccoglie le spoglie di quasi 2mila soldati italiani, austriaci ed ungheresi caduti in quelle drammatiche battaglie. Alla metà del Novecento, l’arrivo della famiglia Bonomo. E anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, quei primi terreni sono diventati uno dei vigneti più estesi di Verona. Ben 137 ettari di proprietà e 68 in affitto presenti in tutte le  principali denominazioni veronesi: Valpolicella, Custoza, Lugana, Soave, Bardolino. Dopo sessant’anni, a guidare Monte del Frà è ancora la famiglia Bonomo: alla seconda generazione, rappresentata dai fratelli Eligio e Claudio, si è affiancata la terza rappresentata da Marica, Silvia e  Massimo.  Assieme hanno intrapreso un percorso di crescita basato su pochi, ma ben chiari valori: la fedeltà al territorio; la sua valorizzazione; un’agricoltura via via sempre più sostenibile; l’individuazione dei vigneti più interessanti, divenuti dei veri e propri “cru” che hanno permesso la nascita di alcuni grandi vini che sono diventati, a giudizio della più importante critica internazionale, un vero punto di riferimento per il vino italiano di qualità.


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